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Carceri, un aiuto contro il sovraffollamento

Carceri, un aiuto contro il sovraffollamento

Caritas Ambrosiana: la situazione dei penitenziari rischia di diventare tragica con il diffondersi dell’epidemia. L’esecuzione esterna della pena è la soluzione

La Caritas Ambrosiana e la Diocesi di Milano offrono un aiuto concreto contro il sovraffollamento delle carceri, divenuto drammatico con il diffondersi del Coronavirus, come ha ricordato lo stesso papa Francesco al termine dell’Angelus domenica scorsa.

Il progetto, promosso da Caritas Ambrosiana, si rivolge ai reclusi nei penitenziari del territorio ambrosiano che possono scontare gli ultimi 24 mesi di detenzione all’esterno del carcere, ma sono sprovvisti di un domicilio.

I beneficiari indicati dal Magistrato di sorveglianza sconteranno il residuo di pena, presso le strutture individuate da Caritas Ambrosiana, e saranno sottoposti alle misure di tutela previste dall’Uepe (l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna). Continueranno, dunque, a essere a tutti gli effetti dei detenuti, soggetti a restrizioni della loro libertà personale e ai controlli di polizia.

Al momento, sono già stati individuati 20 posti. Ma il piano sarà incrementato nelle prossime settimane accrescendo la disponibilità complessiva. I primi 10 reclusi, che saranno accolti dai prossimi giorni, proverranno dalle case di reclusione di Opera e Bollate e dalla casa circondariale di San Vittore.

«Questa emergenza sta facendo venire al pettine tanti nodi irrisolti. – rileva il direttore della Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti – Tra questi, quello del sovraffollamento del carcere, che a causa dell’epidemia in corso, potrebbe assumere caratteristiche tragiche, per usare lo stesso aggettivo che ha menzionato papa Francesco al termine dell’Angelus di domenica, nel suo accorato appello rivolto alle autorità affinché prendano le misure necessarie.

Con questa nostra iniziativa, di cui sostentiamo i costi mentre la Diocesi di Milano mette a disposizione le strutture, vogliamo dare il nostro contributo, rafforzando ulteriormente il nostro impegno per garantire ai detenuti la possibilità di scontare la pena al di fuori dei penitenziari, misura già prevista dal nostro ordinamento, tuttavia ancora troppo poco praticata nonostante la sua efficacia sulla riduzione della recidiva, vale a dire la probabilità che il detenuto commetta nuovamente il reato».

 

Foto di bedazelive da Pixabay

Danilo Lenzo
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