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Indagine su stoccaggio, traffico di rifiuti e incendi

Indagine su stoccaggio, traffico di rifiuti e incendi

Il territorio lombardo soffre di radicamenti mafiosi in ogni provincia ed esistono attività lecite infiltrate dalla criminalità organizzata

In Lombardia il fenomeno degli incendi nei magazzini di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, autorizzati e non, sta assumendo una dimensione significativa oggetto delle attenzioni della Commissione parlamentare d’inchiesta che, dall’estate del 2015 alla primavera del 2017, ha contato ben nove incendi fotocopia a impianti di trattamento dei rifiuti nella sola provincia di Milano, altri roghi del genere a Lainate, a Bruzzano, a Cinisello Balsamo, a Senago, a Novate Milanese, a Cornaredo, senza contare l’escalation di fuochi nelle provincie di Pavia e Brescia.

Considerando l’intera regione il conto sale a 30. È il dato di partenza dell’indagine conoscitiva “stoccaggio e traffico di rifiuti in relazione all’aumento dei casi di incendio e con particolare attenzione alla presenza delle organizzazioni criminali nel ciclo dei rifiuti”, effettuata dalla Commissione speciale Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza e Legalità del Consiglio regionale della Lombardia, presieduta da Monica Forte (M5S), la cui relazione conclusiva è stata presentata lo scorso 9 luglio a Milano, Palazzo Pirelli.

È un documento corposo, di oltre 70 pagine, arrivato al termine di sei mesi di lavoro, che hanno visto un approfondimento del contesto normativo di riferimento e dello stato di attuazione del Protocollo d’intesa tra Regione e Noe; l’acquisizione di tutta la documentazione disponibile (atti adottati da Regione Lombardia, da ARPA Lombardia, dagli organi di vigilanza e controllo in materia ambientale, dalla Commissione parlamentare ecomafie, dalle altre Commissioni antimafia regionali) e successiva analisi; numerose audizioni/consultazioni delle parti interessate.

La presidente Forte ha affermato: «Siamo partiti dalla consapevolezza che il territorio lombardo soffre di radicamenti mafiosi in ogni provincia e che esistono attività lecite infiltrate dalla criminalità organizzata. Abbiamo cercato di capire come le due cose si incrociassero, in relazione all’interesse forte di certi sodalizi malavitosi nei confronti della filiera della gestione dei rifiuti. Ne è un esempio l’indagine “Venenum” coordinata dalla DDA di Milano, che alla fine di febbraio 2019 ha condotto all’arresto di otto persone, e alla condanna di altre sette, con l’accusa di traffico organizzato di rifiuti.

Le indagini hanno avuto origine dall’incendio verificatosi il 14 ottobre 2018 nel capannone dell’azienda di stoccaggio rifiuti I.P.B. Srl di via Chiasserini a Milano e hanno smascherato un imponente traffico illecito di rifiuti diretti all’estero, con tonnellate di rifiuti indifferenziati stoccati illegalmente e provenienti dalle città di Napoli e Salerno, trasportati in Lombardia grazie a ditte di trasporto e autisti compiacenti».

È stata fatta una ‘fotografia’ dettagliata della situazione, supportata da documenti e da un’ampia rassegna stampa, che conferma la necessità di affrontare questo tema e stimola le istituzioni affinché intervengano in maniera fattiva. A partire da un coordinamento, una cooperazione e una condivisione di dati e di informazioni fra tutti gli enti e i soggetti diversamente interessati alla filiera della gestione dei rifiuti che possa essere incardinata proprio presso Regione Lombardia e una mappatura geolocalizzata degli impianti autorizzati e delle aree a rischio per la realizzazione della quale tutti si sono resi disponibili a partecipare ad un tavolo di lavoro coordinato dalla Commissione Antimafia.

Foto di Pexels da Pixabay

Danilo Lenzo
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